La BASILICA

I soci della Confraternita dei SS. Pietro e Paolo avevano costruito a partire dal XV secolo a fianco alla chiesa dell'Annunziata in Acireale (ora Cattedrale, riedificata e ampliata nel 1600) una piccola chiesa con annesso cimitero e giardinetto.
Nei primi anni del secolo seguente i Confrati decisero di vendere alla chiesa Matrice il terreno, insieme ai locali annessi e col ricavato, nel 1608, poterono iniziare la costruzione di una nuova chiesa, definita dal papa Benedetto XIV nel 1757 "Venerabile Chiesa Magistrale".
La struttura muraria fu completata nel 1635 e quindi si procedette all'assetto interno, realizzando tra l'altro un sottotetto in legno lavorato e gli affreschi dell'abside affidati ai pittori Giovanni Fulco di Messina (1615-1680), Baldassare Grasso (1664-1714), Giovanni Lo Coco (1667-1721) e Matteo Ragonisi (1660-1734).
Il terremoto del 1693 devastò la chiesa abbattendo la cupola e compromettendo gli affreschi. In quella occasione vennero avviati una serie di lavori di recupero e di ristrutturazione dell'edificio sacro.
Tra il 1732 e il 1735 fu innalzato il campanile e, cinque anni più tardi, si avviò la costruzione della facciata su disegno di Pietro Paolo Vasta (1697-1760). In aperto contrasto sia con lo stile tardo barocco siciliano sia con lo stile del campanile, il progetto presenta una linea piuttosto classicheggiante. Caratteristica interessante del prospetto è quella di dare l'illusione di una chiesa a tre navate.
Infine nel 1765 si aggiunse, e per inspiegabili ragioni, un terzo ordine di disegno al prospetto del Vasta e al termine del secolo (1790) il tetto di legno fu sostituito con quello a volta, ornato di stucchi.
Sotto la guida di Francesco Di Paola Patanè si diede una nuova linea architettonica all'interno e quindi si passò alla sistemazione esterna della chiesa. Seguirono per l'intero secolo seguente una serie di interventi che portò all'attuale configurazione.
Le pale d'altare all'interno della Basilica sono:
a destra di chi entra: 1. S. Alfio, S. Cirino e S. Filadelfo di Giacinto Platania (1612-1691); 2. S. Antonio Abate, dello stesso Platania. 3. S. Lucia di Matteo Ragonisi.
a sinistra: 1. Maria SS.ma col Bambino, i SS. Apostoli Simone e Giuda e Sant'Agata (di autore ignoto); 2. S. Andrea Avellino di PP. Vasta.
Sopra la porta d'ingresso in sagrestia: S. Pietro liberato dal carcere (di autore ignoto).
Un cenno particolare merita l'ultimo altare a destra, dove si trova collocato un prezioso tabernacolo, in rame e argento, opera dell'acese Paolo D'Ambra. Sopra il tabernacolo, dentro una nicchia si trova custodita la prodigiosa immagine del "Cristo alla Colonna". E' una statua di cartapesta del '600, proveniente dallo scantinato di una casa privata. La devozione a questa sacra immagine è ancora oggi fra le più sentite e diffuse in Città.
Di fronte all'altare del "Cristo alla Colonna" si trova l'altare della Madonna e la statua dell'Immacolata opera di Giuseppe De Maria.
Nella cappella laterale (detta una volta, di "Gesù e Maria" e ora adibita a Penitenzieria) è custodita l'immagine del Cristo Morto (v. foto a destra) che viene portata in processione il Venerdì Santo, in una processione partecipata da numerosissime persone, dalla chiesa del SS. Salvatore sino in piazza Duomo.
In sagrestia, di fronte il grande armadio ligneo si trova una pala d'altare, opera di Matteo Ragonisi, posta un tempo sopra l'altare maggiore e raffigurante i SS. Pietro e Paolo in adorazione dell'Eucarestia.
Nell'altra sala (una volta cappella della Madre del Divino Amore, con tre altari) si conserva il quadro di Maria bambina, di Alessandro Vasta (1720-1793) insieme ad altre statue (S.Antonio Abate, S.Lucia, S.Venera, S.Macrina, Madonna Bambina, Santi Alfio, Filadelfo e Cirino), quadri (Madonna del Divino Amore, ritratti dei vescovi Orlando e Deodati Moncada) e arredi appartenenti alla Basilica e qui sistemati dopo gli ultimi lavori di restauro (2006-2009).
La chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo ha un Capitolo di Canonici e fu eretta Collegiata da Pio XI, il 20 Novembre 1924. Lo stesso Pontefice, il 14 Luglio 1934, le concesse il titolo di Basilica Minore Pontificia.